Il Memoriale per gli ebrei assassinati d’Europa

Uno dei temi che rimbombano quotidianamente nella vita della città, tanto per i berlinesi quanto per i visitatori da fuori, è il tema della “Memoria”. “Ricordare”, “ricordare per non dimenticare”, “ricordare per costruire il presente”: queste sono alcune delle affermazioni che si sentono spesso fare da molte guide, insegnanti o semplici turisti a passeggioper le strade del centro città.

La cartina di Berlino è tappezzata di luoghi, tracce e rovine di un passato che sembra stare sempre li a guardarci ed a implorarci di essere compreso, discusso, sentito. Di tutti questi luoghi ce ne è chiaramente uno che sembra essere più incisivo di altri: il Memoriale per le vittime dell’Olocausto progettato dall’architetto statunitense Peter Eisenman.

Il Memoriale è costituito da una massa imponente di 2711 steli di cemento disposte in fila, in maniera regolare ed ondulata, accessibili ed attraversabili da tutti i lati: questa scelta stilistica non è solo il frutto del linguaggio architettonico del decostruttivista Eisenman quanto anche il riflesso di una difficoltà epocale e straniante nel confrontarsi con l’Olocausto e lo sterminio delle popolazioni ebraiche d’Europa, riprodotta nell’esperienza straordinaria dell’attraversamento del Memoriale stesso.

Già nella metà degli anni ’80, ancora nel pieno dell’ “Era Kohl”, si era iniziato a discutere sull’opportunità di un luogo che fosse da monito e ricordo per i disastri compiuti dalla dittatura nazionalsocialista. Il progetto di Eisenamn è frutto quindi di quasi due decenni di dibattiti politici e sociali attorno a questa tematica.

Il Memoriale, così imponente al centro della città e sostenuto da un Learning Center da visitare assolutamente nella parte sotterranea, ha una doppia funzione: da un lato esso mette al centro della vita politica della capitale tedesca il senso di un disorientamento generale e soffocante; dall’altra lato esso suscita una forma di interrogazione e di riflessione attorno alla vastità distruttiva e simbolica dell’Olocausto per il mondo di oggi.

Questa doppia funzione del Memoriale, di ricordare ma al tempo stesso di suscitare una forma di interrogazione rispetto al tempo presente, è il vero fulcro del Memoriale di Eisenman e ne fa qualcosa di assolutamente nuovo nel panorama della memorializzazione europea al giorno d’oggi.

Curiosità:

spesso si sente dire che il numero delle steli sia casuale e che non abbia un significato definito: in realtà 2711 sono anche le pagine del Talmud Babilonese e, nonostante Eisenman stesso non ne abbia fatto esplicito riferimento, risulta difficile pensare che questa sia una pura casualità…

 

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