Tracce di umanesimo a Berlino

Tra i moltissimi luoghi sorprendenti di Berlino ce ne è uno in particolare che sempre mi lascia ben sperare per il futuro di quel grande e meraviglioso continente che è l’Europa. Arrivando in prossimità della porta di Brandeburgo, e girandosi verso Ovest sull’asse della città, che originariamente e simbolicamente portava da Charlottenburg al castello degli Hohenzollern (ora in ricostruzione), si vede la statua di un uomo, protratto, gambe e braccia, verso Est, con le mani appoggiate alla bocca a mo’ di megafono. Se ci si avvicina di qualche metro si può leggere anche un passaggio ripreso addirittura dal Canzoniere di Petrarca, con cui il battitore in questione invita alla libertà e alla pace:

“I’ vo gridando Pace, Pace, Pace”

Si tratta di un passaggio famoso dei Rerum Vulgarium Fragmenta (più noti con il nome di Canzoniere) in cui il grande umanista si confronta con le condizioni politiche bieche degli stati italiani schiacciati dalle Guerre e dai conflitti, donando uno spaccato di sensibilità politica e cultura umanista unica. Il complesso bronzeo è frutto del lavoro dell’artista Gerhard Marcks che nel 1966 donò quest’opera e la fece installare proprio davanti al Muro di Berlino che passava a pochi metri esattamente davanti alla porta di Brandeburgo.

Accompagnando classi italiane mi capita spesso di sentire il riferimento alla grande “Cultura italiana” evocato da insegnanti e studenti, di cui non posso che condividere le magnifiche sorti; al tempo stesso penso però sempre di più che quest’opera nasconda ben altro. Quello di cui il battitore petrarchesco è testimone va di fatti ben al di là di un riferimento alla lingua e cultura italiana. Quel battitore, teso in un gesto liberatorio su uno degli assi più tragicamente significativi del XX Secolo, è la testimonianza della grande cultura Umanista, nata si nelle regioni della nostra Italia ma diventata ormai stimolo e riferimento per tutta la cultura europea. Senza la trasmissione dei valori umanisti, senza la loro divulgazione lungo i secoli sulle strade di questa grande Europa, senza i “Viaggi in Italia” dei grandi umanisti, letterati e filosofi del nord da Goethe a Mozart, oggi non potremmo avere questo riferimento preziosissimo di cultura libertaria (i filologi mi perdoneranno) e umanista al centro della Grande Metropoli europea.

E’ questo che mi affascina di Berlino: il suo offrirsi a pigmalione per una condivisione della cultura europea, dall’Umanesimo alla contemporaneità.

 

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